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Inizia ad avvicinarti

“Inizia ad avvicinarti, non fare il secondo passo, nè il terzo, inizia con il primo, avvicinati al passo che non vuoi fare.
Inizia con il terreno che conosci, il pallido terreno tra i tuoi piedi, la tua maniera personale di iniziare una conversazione.
Inizia con la tua domanda, lascia perdere le domande degli altri. Non lasciare che gli altri soffochino quella semplicità.
Per trovare la voce di un altro segui la tua voce, aspetta fino a che questa voce diventi un orecchio privato che possa ascoltare la voce degli altri.
Inizia ora fai un piccolo passo, che tu possa chiamare tuo non seguire eroicamente gli altri, sii umile e concentrato inizia ad avvicinarti, non confondere gli altri con te stesso.”
(David Whyte)

Il sintomo

“[…] La via della consapevolezza consiste nell’accettarci così come siamo in questo momento, con o senza sintomi, con o senza dolore, con o senza paura. Invece di rifiutare la nostra esperienza come indesiderabile, ci chiediamo: «Che cosa mi dice questo sintomo? Che cosa mi rivela del mio corpo e della mia niente in questo momento?»
Ci permettiamo, almeno per un momento, di entrare nella piena sensazione del sintomo. Questo richiede coraggio, specialmente quando il sintomo è doloroso o quando abbiamo paura della morte. Ma puoi almeno fare un piccolo esperimento, avvicinarti un pochino al sintomo, diciamo per dieci secondi, tanto per guardarlo po’ più da vicino.
Quando facciamo questo, incontriamo anche le emozioni che il sintomo ci provoca. Se proviamo rabbia, rifiuto, paura, disperazione o rassegnazione, cerchiamo di osservare anche queste cose il più spassionatamente possibile. Perché? Per la sola ragione che è la nostra esperienza in questo momento. Questo è il luogo in cui ci troviamo. Se vogliamo guarire e muoverci verso un maggiore benessere, dobbiamo partire da dove siamo, non dà dove vorremmo essere. […]”
(Jon Kabat Zinn)

Afferrare la vita piena

“[…] Nessuno di noi può fermare il continuum della vita… Non possiamo evitare di invecchiare e nessuno sa quando morirà… Penserete forse che sia pessimista, ma in realtà sto solo sottolineando che spesso finiamo per soffermarci sulle cose che non possiamo cambiare, come il tempo che passa, piuttosto che su quelle che possiamo cambiare, come il modo in cui viviamo…
Perché non insegnare alla mente ad afferrare la vita a piene mani e ad andare dritto alle cose buone? […]”
(Gyalwa Dokhampa, La mente tranquilla, Ubaldini Editore, Roma 2016, p. 7)

 

Lunedì 8 marzo presentazione del percorso “Ri-trovarsi”

Lunedì 8 marzo presentazione del percorso “Ri-trovarsi” a cura di Massimiliana Molinari, psicologa psicoterapeuta. Piattaforma zoom .Pertecipazione libera con iscrizione  a info@essenziale.ch .

Percorso di crescita personale per sole donne, al fine di stabilire una profonda connessione con se stesse, esplorando i propri condizionamenti psicologici rispetto ai propri ruoli nella vita, le emozioni difficli , per recuperare le basi della propria natura spontanea.

Ciclo di 6 incontri su zoom,  dalle 19 alle 21.

Date: 15 e 29 marzo; 12 e 19 aprile;3 e 17 maggio

Per informazioni e iscrizioni: info@essenziale.ch Tiziana Dionisio

“[…] Io e mia figlia Gina stavamo camminando su una meravigliosa e sottile striscia di sabbia su un’isola della Thailandia settentrionale. Essendo giovane,Gina era soggetta a crisi emotive. Quel giorno aveva un problema: un’attrazione non corrisposta per un ragazzo in America. Mentre camminavamo, lei parlava e mi spiegava che doveva telefonargli. Le chiesi se era sicura di voler sprecare tempo, in quel luogo paradisiaco, per escogitare una strategia di conquista.
Gina, rendendosi conto che non stava nemmeno guardando quella splendida acqua color turchese, rispose: «No,ma che cosa dovrei fare? Come posso liberarmi di questo sentimento? Avrei potuto liquidare il tutto come un dramma adolescenziale, quando mi venne un’idea. Domandai a Gina che cosa percepisse nel corpo, particolarmente nell’area del petto. Lei rispose che provava tensione e calore. Le dissi di fare qualche respiro e le chiesi di definire a parole quel che provava. «Provo tristezza e paura di essere respinta» rispose immediatamente. Ma, parlando, si rese conto che questo sentimento faceva emergere una tristezza più profonda e non riconosciuta.
Con tanto amore nel cuore, le dissi: «Tesoro, non ti sottovalutare. I pensieri e le emozioni non sono il tuo vero sé. Loro ti attraversano, ma non sono te»-
Gina si fermò. Sembrava Mosè davanti al roveto ardente. La sua mente si arrestò per un momento. Per lei, quella semplice verità aveva il potere di una sacra rivelazione.
Ci stendemmo sulla sabbia e guardammo in alto. Le dissi: «Sei splendida come il cielo azzurro sopra di noi. Le tue emozioni sono come nuvole che passano in cielo. Questa storia di amore non corrisposto è soltanto una nuvola che passa. Le emozioni, come le nuvole, possono essere potenti e dolorose. Talvolta sembrano così grandi da coprire il sole. Ma sono passeggere. Non farti ingannare»
Le chiesi se riusciva a trovare qualche parte del suo essere che potesse accogliere quella tristezza. Vedevo che cercava, e alla fine trovò una parte più spaziosa. Le domandai
di prestare attenzione al rapporto fra. la tristezza e questa nuova spaziosità.
Gina osservò: «Oh, il rapporto tra le due lascia emergere un’altra dimensione».
«Bene» dissi. «Lascia che si mescolino e che quest’altra
 dimensione assorba tutto»
. A poco a poco, la sua infatuazione svanì e lei si vide in modo completamente diverso.
La capacità di vedere i nostri drammi interiori senza perderci in giudizi e in reazioni è essenziale per la crescita spirituale. Quando cerchiamo di scacciare le emozioni penose, insieme con le sensazioni e gli stati d’animo che le accompagnano, in realtà le tratteniamo. Quando le chiudiamo dentro di noi, non diamo loro lo spazio di cui hanno bisogno per spiegarsi e rivelarsi, per mostrarci cosa hanno da insegnarci. […]”
(Tratto da“I cinque inviti” di Frank Ostasesky, brano letto dalla Dott.ssa Massimilina Molinari durante il laboratorio “I sette pilastri della pratica: lasciar andare” del 15 gennaio 2021).

VENERDÌ 25 SETTEMBRE – Laboratorio esperienziale – I sette fondamenti della pratica : introduzione. Primo pilastro “non giudizio”

VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2020 DALLE ORE 20:00 ALLE 22:00
I sette fondamenti della pratica : introduzione. Primo pilastro “non giudizio”.
Laboratorio esperienziale in diretta sulla Piattaforma Zoom. Riservato ai soci.
Condotto dalla dott.ssa Massimiliana Molinari.
Durante la serata verranno introdotti i sette atteggiamenti fondamentali della pratica , i pilastri che ci sostengono nella nostra pratica e nella nostra crescita psico-spirituale. Inizieremo poi ad approfondire il primo fondamento, il “non giudizio” attraverso delle esplorazioni a coppie. In questa serata utilizzeremo tecniche di mindfulness e la tecnica dell’inquiry, autoindagine per esplorare i temi proposti. Servono una penna , carta per scrivere e un orologio/sveglia, connessione internet con possibilità di sostenere la modalità audio e video di zoom. ( a chi serve possiamo mandare il tutorial per usare zoom , ma è davvero facile…non fatevi fermare dalla paura di non essere in grado di usarlo, piuttosto chiedeteci aiuto)
Seguiranno altri laboratori in questo anno e nel prossimo fino ad approfondire ogni pilastro.
Per iscriversi e associarsi: psicoterapiaecrescitaumana@gmail.com.

“[…] Molti anni fa venni invitato a insegnare meditazione nella scuola cattolica di mio figlio. Nel corso della giornata avrei dovuto intervenire in numerose classi di terza media durante l’ora di religione. Quando arrivò la prima classe chiesi agli allievi di sedersi al proprio posto, chiudere gli occhi e portare l’attenzione sul respiro. Proseguì impartendo istruzioni meditative piuttosto tradizionali. Fu un mezzo fallimento. Alla fine della lezione non ci fu una sola domanda o commento. Capì che con la classe successiva avrei dovuto trovare un approccio diverso e più coinvolgente. Proposi loro di cominciare sistemando i banchi a coppie, se possibile mettendosi accanto un compagno di loro gradimento. Poi cominciai a introdurre le nuove istruzioni di meditazione: “Oggi vorrei insegnarmi come si fa baciare davvero bene.“ Gli abitualmente apatici allievi di terza media alzarono la testa e spalancarono gli occhi. In fondo all’aula l’insegnante sembrava un po’ allarmato e si schiarì la gola per attirare la mia attenzione. Continuai: “quando baciate qualcuno volete essere presenti all’esperienza. Non volete che l’altra persona guardi fuori dalla finestra. Non volete che controlli i messaggi sul telefonino. Il bacio è un atto intimo. Nei momenti migliori, impegna ogni vostro senso. Volete poter vedere, udire, odorare, gustare e toccare in modi che siano intensi, freschi e vivi. Idealmente volete sentire pienamente il cuore e così osservare la mente con curiosità. È difficile che riusciate ad aprirvi a questa esperienza se non avete coltivato l’abitudine all’attenzione. Dobbiamo imparare a baciare l’attimo.“ Come avrete immaginato l’interesse degli studenti per la meditazione aumentò notevolmente. Ora, con un’intenzione ispirata, erano genuinamente motivati a impegnarsi nella pratica. Nella scuola si diffuse rapidamente la voce che gli allievi di terza non dovevano prendere la lezione di religione tenuta da un insegnante ospite piuttosto singolare. La consapevolezza è una capacità della mente di acquietarsi, raccogliersi e prestare attenzione a un dato oggetto. La meditazione è un modo di coltivare tale capacità. È molto simile ad andare in palestra per mantenere in forma il corpo o fare una doccia per mantenersi puliti. La meditazione di consapevolezza è una buona igiene mentale. […]”
(Tratto da “Bacia l’attimo”, di Frank Ostaseski, in SATI, settembre-dicembre 2018).

“In questo giorni sto leggendo sotto post che commenti negativi, distruttivi, che evidenziano il peggio e fanno pronostici infausti, giudicando in modo cinico il messaggio positivo del post.
Molti pensano che la paura si manifesti nelle persone con tremore nel corpo, tachicardia, stato di allarme diffuso, ed è così nel momento del pericolo reale. Ma in situazioni in cui non c’è un pericolo nel momento ma la minaccia di un possibile pericolo la paura si trasforma in uno stato di tensione , difficile da sostenere a lungo perché da disagio. Alcune persone utilizzano dei meccanismi di difesa per non sentire questo malessere, dall’utilizzo di sostanze come cibo, sigarette, alcol, droghe per “distrarsi” dal disagio, altre attivano una modalità di pensiero “rimuginio” con pensieri distruttivi e negativi, a volte rivolti al futuro, a se stessi e agli altri; qualcuno sente il bisogno di criticare e attaccare quello che c’è fuori, perché così attiva uno stato simpaticotonico che giustifica lo stato di tensione e in parte sembra sfogarlo. Quando neghiamo la tensione e la paura interna, non ce ne prendiamo cura, allora tutto ciò che all’esterno volge al positivo non da piacere e coraggio, anzi va annientato perché così ci sentiamo dentro, forse così possiamo sentirci meno impotenti, oppure sentirci meno soli nello stare male, senza volerlo portare alla consapevolezza.
Allora cosa fare?
Se ti riconosci in quello che ho scritto, fermati. Fai pausa. Osserva dove senti la tensione, come si manifesta. Lascia andare il giudizio sul giusto e lo sbagliato. Siamo umani , vulnerabili e possiamo avere paura. Poi domandati :”come posso prendermi cura di me in questo momento?”. Spesso aiuta confrontarsi con qualcuno, parlare di come stiamo con una persona cara, o anche uno specialista ( ci sono numeri per consulti gratuiti in questo momento di emergenza , li trovate anche nei miei post precedenti), fai pratiche che ti aiutino a lasciar andare la tensione, come yoga, meditazione, dipingi, crea e qualunque altra cosa ti aiuti a stare nel momento presente in modo rilassato e non nella tensione del possibile pericolo in arrivo.
In un suo libro Jon Kabat Zinn scrive ” non puoi fermare le onde ma puoi imparare a fare surf”, e io aggiungo non lasciare che la paura ti faccia dimenticare la bellezza che sei.”
(Massimiliano Molinari)

CORSO GRATUITO ON LINE.
In questo momento di crisi in tutto il mondo in molti si stanno attivando per dare supporto, Tara Brach , una insegnante di mindfulness lo fa mettendo a disposizione il suo corso di mindfulness per ridurre ansia e paura gratuitamente, è in inglese. Ci si può iscrivere gratuitamente per due giorni ancora poi scade la possibilità; una volta iscritti si può fare il corso quando vogliamo.
Spero possa esservi di aiuto.
https://www.udemy.com/course/heal-anxiety-sleep-easily-tara-brach/?fbclid=IwAR2VlSbSQKeY1bHeqr8ChBWm3kwp6c_3EUAle-yhuvN1FjkmuCwKrqWDkhM&couponCode=ANXIETY-FREE-2020