“….pensare al prossimo passo, al prossimo respiro”

“[…] Vedi Momo, disse [Beppo lo spazzino], per esempio, è così: certe volte si ha davanti una strada lunghissima. Si crede che è troppo lunga; che mai potrà finire, uno pensa.
Guardò un po’ in silenzio davanti a sé e poi proseguì: “e allora si comincia a fare in fretta. E sempre più in fretta. E ogni volta che alzi gli occhi vedi che la fatica non è diventata meno.
E ti sforzi ancora di più e ti viene paura e alla fine resti senza fiato e non ce la fai più… e la strada è sempre là davanti. Non è così che si deve fare”.
Pensò ancora un poco, poi seguitò: “non si deve mai pensare alla strada tutta in una volta, tutta intera, capisci? Si deve soltanto pensare al prossimo passo, al prossimo respiro, al prossimo colpo di scopa. Sempre soltanto al gesto che viene dopo”. Di nuovo si interruppe per riflettere, prima di aggiungere: “Allora c’è soddisfazione; questo è importante, perché allora si fa bene il lavoro. Così deve essere […]”.(Michael Ende, Monto, tr. it. di Daria Angeleri, Longanesi, mano, 1973, p. 35.).

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