Li chiamano hikikomori, termine giapponese che significa “stare in disparte”, sono i cosiddetti adolescenti in “volontaria reclusione”, dormono durante il giorno e vivono di notte per evitare qualsiasi confronto e si rifugiano in Rete e nei social network. Sono giovani, tra i 14 e i 25 anni, abbandonano la scuola, gli amici, interrompono le comunicazioni e trascorrono gran parte della loro giornata nelle loro camere, in completo isolamento. In Giappone le stime ufficiali ci dicono che hanno da poco raggiunto la preoccupante cifra di un milione di casi, in Italia gli ultimi dati parlano di 100mila casi italiani di hikikomori: ormai è ufficiale, se pur con le dovute differenze è un fenomeno ampiamente diffuso anche in Italia. Spesso si tende a confondere il fenomeno con sindromi depressive o “dipendenza da internet” ma i realtà si tratta di un fenomeno dai contorni ben diversi per questo quello riportato è un numero destinato ad aumentare se non si riuscirà a darne una precisa collocazione clinica e sociale e individuare efficaci strategie di intervento.
(Tratto dalla conferenza: “I nuovi adolescenti: alla ricerca di sé nella società contemporanea” relatore il dott. Gabriele Nardi del 22 settembre 2018)
Consulta le slide della conferenza:
https://drive.google.com/open?id=1zrcKzXwJT6D_mnjjlMiNUbrgXt0gkjog

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