Perché ‘Ritornare alla Sorgente’? Alcuni anni fa un mio formatore usò questa espressione: “Semplicemente abbiamo bisogno solo di ‘Ritornare alla Sorgente’”. Cosa significa? Fin dalla nascita su ognuno di noi vengono fatti dei progetti che ci indirizzano verso una meta che si preannuncia lontana: “devi essere così per ottenere qualcosa, devi fare così per raggiungere qualcosa oppure, non devi essere così e non devi fare così se vuoi diventare quello che desideri (spesso per realizzarci e realizzare ciò che gli altri desiderano per noi)….”. Negli anni avvenire continuiamo a voler (?) (dover) seguire degli obiettivi “sociali”:” devo evolvermi, migliorarmi, devo fare ancora molta strada, devo aver quel lavoro, devo realizzare un tipo di famiglia, devo avere una posizione sociale…”. Quindi, ancora una volta modelli lontani, idealizzati, da raggiungere a tutti i costi per farmi sentire vivo e partecipe nel mondo, ma che in realtà mi portano via dal mio vero Sè, da chi veramente sono e da ciò che effettivamente desidero. Invece, l’unico movimento da fare è quello verso di me, ritornare a me stesso. Ritornare a chi effettivamente sono, alla mia essenza naturale. Alla sorgente.
Quando nasco ho tutte le mie qualità essenziali: so amare in maniera incondizionata, gioisco pienamente, se ho paura la esprimo, se ho un bisogno lo manifesto apertamente. Ovviamente, mi manca la consapevolezza dell’esperienza che sto vivendo, ma vivo completamente nel mio corpo, nel mio essere. Dopo alcune settimane dalla mia nascita iniziano i condizionamenti, e dopo alcuni anni si presentano le prime chiusure, i blocchi fisici ed emotivi, strutturo le mie difese per aderire ad un modello imposto dall’esterno. In quel momento mi dimentico completamente del “chi sono”, della mia Essenza, della mia Natura. Si forma così, per la mia storia vissuta, un’immagine che io darò agli altri ed una che darò a me stesso e con le quali mi identificherò completamente. Immagini che non corrispondono a quello che sono ma a quello che dovrei essere per essere accettato ed accolto dagli altri. Così pongo ancora una volta, per l’ennesima volta ulteriori obiettivi, sempre lontani e che non si realizzeranno mai (ma che ostinatamente e inutilmente continuerà a voler realizzare), in quanto non veri, non sinceramente sentiti, ma idealizzati e per far felici altri, non me. Quindi, Il cammino è tornare a me, non è in avanti, ma verso di me, dentro di me. Chi sono veramente io? Cosa desidero veramente?….”
( Tratto dalla conferenza e dalle presentazioni di ” Ritorno alla sorgente” di Roberto Di Ferdinando)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.