Identificarsi….

“[…] Quando ci identifichiamo con le nostre idee e credenze, co  la nostra storia di strutture acquisite, i nostri ricordi e condizionamenti, con l’autoimmagine che abbiamo costruito, l’innato spazio naturale si fa limitato e costretto. Il modo di entrare in relazione diventa schematico. Gradualmente assumiamo le nostre azioni passate come unica guida nel far fronte alle sfide del momento presente. Ed e’ facile  constatare che questo ci condanna alla ripetitivita’. Spesso e’ una ripetitivita’ dolorosa.
La nostra autoimmagine puo’ essere positiva. Pensiamo: “Sono una persona buona, una persona compassionevole, una persona saggia, una persona divertente, una persona generosa e amorevole.”
Oppure possiamo avere un’autoimmagine chiaramente negativa. Alcuni di noi sentono di essere persone cattive o di non essere abbastanza forti, non abbastanza intelligenti, non abbastanza giovani, non abbastanza spirituali.
Che sia buona o cattiva, l’autoimmagine e’ solo questo….un’immagine. E’ una rappresentazione, una costruzione. E’ intrinsicamente fragile e priva di sostanza. Siamo continuamente costretti a difenderla, puntellarla e fabbricarla. […]”
(Frank Ostaseski, in SATI di maggio-agosto 2015)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.