Meditare

“[…] I primi giorni furono durissimi. Appena seduto, la posizione del loto mi pareva comodissima, ma dopo un quarto d’ora diventava insopportabile; dopo mezz’ora era una vera tortura: le ginocchia sembravano riempirsi di spilli, la schiena era tutto un crampo e il desiderio di muoversi diventava fortissimo. Mai, neppure per un secondo, riuscivo a ‘meditare’. Invece d’essere là dove il respiro toccava la pelle, la mia mente era ‘una scimmia che saltava da un ramo a un altro’, come John ci aveva avvertiti, e non ero capace, neppure per un attimo, di farne ‘un bufalo solido e forte, mettergli una corda al collo e legarlo al palo ‘. <<Pensa solo a quel punto, senti solo quella sensazione del respiro che tocca la pelle. Pensa solo a quel punto…>> diceva, lentissimo, John […] . <<Nell’attimo in cui il respiro tocca la superficie della pelle, i tessuti nervosi rispondono con una sensazione, con l’esperienza del tocco… Sii cosciente di quella sensazione… Sii cosciente del respiro che entra, che esce…e i fuochi dell’ingordigia, dell’odio, dell’ignoranza, del desiderio, dell’avversione si estingueranno e la mente sarà calma, serena, libera dalla paura, dall’angoscia…>>. […]
(Tiziano Terzani – Un indovino mi disse)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.