Meditare

“[…] Usai l’intervallo di mezzogiorno per andare a meditare in cima alla cascata. Dopo anapanaa, entrai nella pelle, mi persi in una cellula e mi si aprì il vuoto. Mi vennero incontro immagini dorate di volti di gente che conoscevo: mia madre, mio padre, degli sconosciuti…poi dei bellissimi colori. C’ero arrivato!
Ebbi di nuovo crampi e difficoltà, ma ormai sapevo che passavano, che ero capace di tornare a quella porta e traversarla. Soprattutto avevo capito la grandezza di John e del suo metodo: arrivare all’idea della non permanenza, alla coscienza di aniiccia, usando quel dolore indotto dall’immobilità. Una volta accettato che anche il dolore, come tutto il resto, era passeggero, il grande passo era fatto
[…].”
(Tiziano Terzani – Un indovino mi disse)

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