Archivio mensile:luglio 2015

Essere liberi

Pensate
che trasformazione avverrebbe
se ci si svegliasse un giorno
illuminati da un’ improvvisa folgorazione
e comprendessimo che siamo eterni !
In un corpo che deperisce ,
in una mente , in una volonta’
in una parte emotiva
in continuo cambiamento ,
io sono eterno .
Nel momento di tenebra
io sono sempre un punto di luce ,
nei momenti di disperazione
capisco cio’ che avviene intorno a me
mi riguarda perche’ lo sento,
ma non incide nella parte eterna del mio essere .
Quando tutto cio ‘ che cambia e si trasforma
sara assorbito da questo centro eterno
del nostro essere ,
allora saremo pienamente liberi
” .
(Padre Giovanni Vannucci)

Il quarto Addestramento: parola amorevole e ascolto profondo.

Consapevole della sofferenza causata dal parlare senza attenzione e dall’incapacità di ascoltare gli altri, mi impegno a coltivare la parola amorevole e l’ascolto compassionevole allo scopo di alleviare la sofferenza e promuovere la riconciliazione e la pace im me stesso(a) e fra gli altri – persone, gruppi etnici e religiosi e nazioni. Sapendo che le parole possono essere fonte di felicità o sofferenza, mi impegno a parlare in modo veritiero, usando parole che ispirino fiducia, gioia e speranza. Quando in me si manifesta la rabbia, sono determinato(a) a non parlare. Praticherò la respirazione consapevole e la meditazione camminata per riconoscere la mia rabbia e osservarla in profondità. So che le radici della rabbia possono essere trovate nelle mie percezioni erronee e nella mancata comprensioe della differenza della sofferenza in me stesso(a) e nell’altra persona. Parlerò e ascolterò in un modo che possa aiutare me stesso(a) e l’altra persona a trasformare la sofferenza e a trovare una via d’uscita nelle situazioni difficili.
Sono determinato(a) a non diffondere notizie di cui non sono sicuro(a) e a non pronunciare parole che possano causare divisione o discordia. Praticherò la Retta Diligenza per alimentare la mia capacità di comprensione, amore, gioia e inclusività, e trasformare gradualmente la rabbia, la violenza e la paura che giacciono nel profondo della mia coscienza.

(Thích Nhat Hanh)

Ci vuole coraggio per mettere in discussione se stessi

Ci vuole coraggio per mettere in discussione se stessi. Solo chi mette il suo Io in secondo piano e non pensa per sé, riesce a non perdere di vista l’insieme. Siate aperti ad ogni esperienza che vi si presenti nel tempo a venire. C’è bisogno di un rinnovamento a tutti i livelli per potersi aprire al nuovo progetto. Questo significa che non dovete aggrapparvi né alle vostre religioni, né alle vostre convinzioni, né ad altri sistemi di idee. Vi impediscono di seguire veramente il vostro nuovo cammino. Questo non significa che non si debba pregare o recitare orazioni, noi ci riferiamo ai concetti obsoleti che impediscono il vostro sviluppo. Avete imboccato un cammino che richiede un grande coraggio: coraggio di lasciarvi alle spalle tutto ciò che ostacola il vostro sviluppo, di rinunciare a quello che nel vostro contesto abituale vi da sicurezza. Saper essere soli, avere fiducia e mostrare coraggio saranno sufficienti a rendervi indipendenti da ogni aiuto materiale. Il vostro coraggio crescerà immensamente mentre affronterete necessariamente l’esperienza di questo “essere soli”, di questa solitudine interiore in cui nessuno potrà accompagnarvi.
(Corinna Stockhausen)

La gioia

La gioia non è una passione umana, violenta, che sorge in un breve istante e subito scompare. E’ la saggezzaa insita nell’essere umano, la luce del cuore, il suo scintillio nella vita di tutti i giorni.
Condividere significa moltiplicare le possibilità di essere felici.

(Dugpa Rimpoce)

Il risveglio spirituale

Il risveglio spirituale è spesso descritto come la scalata a una montagna. Ci lasciamo alle spalle il nostro attaccamento e la nostra mondanità e lentamente ci incamminiamo verso la cima. In vetta abbiamo trasceso tutto il dolore. L’unico problema di questa metafora è che ci lasciamo alle spalle tutti gli altri- il fratello ubriacone, la sorella schizofrenica, gli animali e gli amici tormentati. La loro sofferenza continua, non confortata dalla nostra fuga personale.Nel processo della scoperta della bodhicitta, il viaggio va verso il basso, non verso l’alto. Come se la montagna puntasse verso il centro della terra anziché raggiungere il cielo. Invece di trascendere la sofferenza di tutte le creature, ci muoviamo verso la turbolenza e il dubbio. Ci saltiamo dentro. Ci scivoliamo dentro. Ci entriamo in punta di piedi. Cia avviciniamo in qualsiasi modo. Esploriamo la realtà e l’imprevedibilità dell’insicurezza e del dolore, senza cercare di allontanarle. Se ci vogliono anni, vite intere pazienza, sia come sia. Alla nostra andatura, senza velocità o aggressività, scendiamo sempre più giù. Insieme a noi scendono milioni di altre persone, nostri compagni del risveglio dalla paura. In fondo scopriamo l’acqua, l’acqua risanatrice della bodhicitta. Proprio laggiù, nel bel mezzo delle cose, scopriamo l’amore che non morirà.Per provare compassione per gli altri, dobbiamo provare compassione per noi stessi. In particolare, prestare attenzione alle persone paurose, arrabbiate, gelose, sopraffatte da dipendenze di ogni genere, arroganti, orgogliose, avare, egoiste, meschine, quello che volete provare compassione e preoccuparsi per queste persone significa non scappar via dal dolore di ritrovare queste caratteristiche dentro di noi. Di fatto, può cambiare tutto il nostro atteggiamento nei confronti del dolore. Anziché evitarlo e nasconderci, potremmo aprire i cuori e permetterci si sentire quel dolore, sentirlo come qualcosa che ci addolcisce e ci purifica e ci rende molto più amorevoli e gentili.
(Pema Chödrön)

Il momento presente

Consapevole che la Vita e’ disponibile solo nel momento presente e che e’ possibile vivere felicemente qui e ora, mi impegno ad allenarmi a vivere profondamente ogni momento della mia vita quotidiana.Non mi farò trascinare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall’avidità’, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Pratichero’ il respiro consapevole per ritornare a cio’ che accade nel momento presente. Sono determinata/o ad apprendere l’arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi e nutrendo i semi di gioia,pace,amore e comprensione in noi stessi in modo da facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della coscienza.
(Thich Nhat Hanh)

Meditazione

Ritira la mente. Sii immobile. Non essere più qui. Lontano, nel cerchio di qualche orizzonte non sentito e non udito, la terra gira in fatica e tumulto di lotta. Sii immobile e non essere in nessun luogo. Ritirati. Lontano, il genere umano a dispetto dell’amore con caldo imbroglio, intrappola il piede del senso. Sii inconsapevole. Con le mani giunte sii ora silenzioso e con gli occhi chiusi vedi la Tenebra-Luce. Ora solo la distanza, e un vuoto di cose e tuttavia l’infinito in entrambe le mani. Nell’equilibrio, senza desiderio o non desiderio Sii assoluto per la vita, una mente libera che non dimora in nessun luogo, su due ali.
(Christmas Humphreys)

Yoshodara! Chi conosce questo nome? Yoshodara era sposata con Siddartha…..

Yoshodara! Chi conosce questo nome? Il principe Siddartha, Gotama… Tutti modi per chiamare Buddha… sono nomi molto conosciuti e ovunque venerati… invece, Yoshodara… Yoshodara era sposata con Siddartha, lo amava molto. Una notte Siddartha decise di lasciare lei e il loro figlio Roul mentre dormivano per cercare l’illuminazione, per liberare l’umanità dai mali che l’affliggono e passare per sempre alla storia come Buddha.
Nemmeno una parola le ha detto ed è scappato via in piena notte.
Yoshodara aveva mostrato compassione per i malati e i sofferenti molto prima che Siddartha sapesse cosa fosse la sofferenza.
Chi può dire se Siddartha non debba la sua illuminazione proprio a lei?
Forse Yoshodara avrebbe voluto lasciare Siddartha e Roul ma non l’ha fatto.
Come potremo mai sapere cos’abbia provato Iashadara, quanto sia stata sola, come si sia sentita quando Siddartha l’ha abbandonata?
Chi ha mai pensato a lei alla sua solitudine?
Che cosa avrà detto a suo figlio Roul di fronte all’eterna domanda?! Mio padre dov’è?
Come potrebbe una madre abbandonare di notte il proprio bambino? E’ una cosa possibile solo per un uomo, Tashi, solo per un uomo.
Dopo di che Yoshodara non ebbe scelta, dovette vivere purtroppo una vita di rinunce di privazioni, si tagliò i capelli e iniziò a vivere una vita da asceta.
Sai Taashi, se tu riuscissi ad osservare il “Dharma“ con l’intensità della passione che hai dimostrato nei miei confronti, riusciresti a diventare un Buddha in questo corpo, in questa vita.

(Dal film: Samsara)