Archivio mensile:dicembre 2014

“vi invito a non parlare tanto liberamente di Dio….”

“[…] vi invito a non parlare tanto liberamente di Dio, che è la vostra Totalità, parlate piuttosto gli uni con gli latri e cercate di comprendervi, il vicino con il vicino, un dio con un altro dio.
[…] Solo quando vi smarrite nel vostro Sé più piccolo ricercate il cielo che chiamate Dio. Vorrei invece che riusciste a trovare i sentieri nel vostro immenso Sé; vorrei che foste meno pigri e lastricaste le strade!
[…] sarebbe più saggio parlare meno di Dio, che non siamo in grado di comprendere, e parlare di più di ciascuno di noi, che possiamo comprendere. Vorrei che capiste che siamo il soffio e la fragranza di Dio. Noi siamo Dio, nella foglia, nel fiore e spesso nel frutto.
(Kahlil Gibran, Il giardino del Profeta)

“Avete sempre e solo cercato cibo e riparo……”

Avete sempre e solo cercato cibo e riparo, una veste e un bastone: ora cercate l’Uno che non è né un bersaglio per le vostre frecce né una caverna di pietra ove ripararvi dagli elementi. E se le mie parole sono uno scoglio e un enigma, allora cercate comunque, che il vostro cuore possa spezzarsi e i vostri interrogativi possano condurvi verso l’amore e la saggezza dell’Altissimo.
[…] Con la fantasia vorreste innalzarvi tra le nuvole, che chiamate altezza; e vorreste attraversare il vostro mare che chiamate distanza. Ma io vi dico che quando seminate un seme nella terra, voi raggiungete un’altezza superiore; e quando salutate la bellezza del mattino con il vostro vicino, attraversate un mare più vasto.
Troppo spesso levate le vostre lodi al Signore, ma in verità non udite quel canto. Vorrei che riusciste ad ascoltare il canto degli uccelli e delle foglie che abbandonano il ramo quando soffia il vento; e non dimenticate, amici miei, che le foglie cantano solo quando vengono separate dal ramo.

(Kahlil Gibran, Il giardino del profeta)

20 dicembre: gran festa al Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana

…inizia il pomeriggio di presentazioni e festeggiamenti … sabato 20..

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Sonia Ceparano ci ha parlato degli oli essenziali, spiegandoci come sceglierli e dandoci dei consigli preziosi sul loro utilizzo….la curiosità verso questi rimedi è aumentata!!

..e poi Antonio Peis spiega il Qi Gong, postura, respiro….le ginnastiche di lunga Vita….


…e infine preziosa meditazione e ricco aperitivo vegan…ma di questi non abbiamo le foto… Un grazie di cuore a tutte le persone che sono intervenute ed hanno condiviso il Dono che sono con noi…e per chi non è riuscito a d’esserci…prossimo appuntamento di festa a primavera….GRAZIE!

L’essere umano è come una locanda.
Ogni mattina un nuovo arrivo.
Momenti di gioia, di depressione, di meschinità,
a volte un lampo di consapevolezza giunge 
come un visitatore inatteso.
Dai loro il benvenuto e intrattienili tutti!
Anche se c’è una moltitudine di dolori,
che violentemente svuota la tua casa
portando via tutti i mobili,
tratta ugualmente ogni ospite con rispetto.
Potrebbe aprirti a qualche nuova gioia.
I pensieri cupi, la vergogna, la malizia,
Accoglili sulla porta con un sorriso,
ed invitali ad entrare.
Sii grato chiunque arrivi,
perché ognuno è stato mandato
dall’aldilà per farti da guida……..

(Rumi, la locanda)





Il passato imposto sul presente

Quando un qualche aspetto di un fatto appare simile a un ricordo del passato dotato di forte carica emotiva, la mente emozionale reagisce provocando i sentimenti che si accompagnavano all’evento ricordato. La mente emozionale reagisce al presente “come se fosse il passato”. Il guaio è che, specialmente quando la valutazione è rapida e automatica, può accadere che non ci si renda conto che le cose sono cambiate rispetto alla situazione passata. Qualcuno che ha imparato dalle percosse dolorosamente subite durante l’infanzia a reagire a uno sguardo adirato con grande paura e disgusto, manterrà in certa misura quella reazione pure da adulto, anche quando uno sguardo cattivo non comporterà la stessa minaccia.
Se i sentimenti sono forti, allora la reazione che viene provocata è ovvia. Ma se i sentimenti sono vaghi o sottili, può accadere che non ci si renda conto della reazione emotiva in corso, anche se essa colora sottilmente il nostro modo di reagire in quel momento. Pensieri e reazioni al momento presente assumeranno il tono dei pensieri e delle reazioni del passato, anche se può sembrare che la reazione sia dovuta soltanto alla circostanza momentanea. La nostra mente emozionale imbriglierà la mente razionale piegandola ai propri fini e per questo noi presentiamo spiegazioni dei nostri sentimenti e delle nostre reazioni – le cosiddette razionalizzazioni – che le giustificano nei termini del momento presente, senza comprendere l’influenza della memoria emozionale. In questo senso, non possiamo avere idea di ciò che sta davvero accadendo, anche se possiamo nutrire la convinzione certa che sappiamo esattamente cosa sta succedendo. In momenti simili la mente emozionale ha ingabbiato quella razionale, ponendola al suo servizio. […]
(Daniel Goleman – Intelligenza emotiva)