Archivio mensile:novembre 2014

Stati d’animo e pensieri

“[…] stati d’animo come l’ansia, la tristezza e la rabbia non calano su di te senza che tu possa esercitare alcun controllo su di essi, ma che invece tu puoi cambiare il modo in cui ti senti attraverso ciò che pensi”, rileva lo psicologo Martin Seligman. Poiché mettere in
discussione i pensieri deprimenti sconfigge la tristezza che incombe sull’anima, Seligman aggiunse che tale tecnica “è un corroborante istantaneo che diventa un’abitudine”.[…]
(Daniel Goleman – Intelligenza emotiva)

Incontri con Suzuki-roshi

Suzuki-roshi aveva detto ai suoi studenti di contare i respiri, un metodo tradizionale di meditazione, per tutti i novanta giorni del periodo di addestramento. Molti lo trovavano difficile e le loro domande rivelavano la speranza di portare prima o poi a perfezionare questa tecnica.
In un discorso, Suzuki disse: – Quando contate i respiri: ‘uno, due, tre…., in realta’ significa ‘proprio ora, proprio ora, proprio ora’. Significa che non perdete mai la vostra pratica. Non siate cosi pretenziosi da volerci riuscire in futuro, fatelo ora.”

Mercoledì 26 novembre – Atisha – Meditazione del Cuore – Ingresso libero

Mercoledì 26 novembre – Meditazione – Meditazione del Cuore Atisha – Ingresso libero
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 – Firenze
Ore 20,30

Atisha – Meditazione sul Cuore e sul suo potere di guarigione

Atisha fu un grande maestro di saggezza che creò una profonda tradizione di amorevolezza per tutti gli esseri senzienti ossia per ogni creatura vivente. Atisha scoprì che il cuore è la vera pietra filosofale capace di trasformare il dolore pesante e scuro in energia amorevole, luminosa e solare come l’oro.

Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

orario: dalle 20,30 alle 21,45 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per info e prenotazioni: roberto.diferdinando@tin.it – cell.:3339728888

“Il cervello degli esseri umani…”

Il cervello degli esseri umani è quello che impiega di più per maturare completamente. Se è vero che durante l’infanzia ogni area del cervello si sviluppa a velocità diversa, l’inizio della pubertà segna, invece, uno dei periodi di più drastica “potatura”. Fra le aree cerebrali più lente a maturare, ce ne sono diverse fondamentali per la vita emotiva. Mentre le aree sensoriali maturano nella prima infanzia, e il sistema limbico entro la pubertà, i lobi frontali – sede dell’autocontrollo emotivo, della comprensione e della reazione corticale perfezionata – continuano a svilupparsi fino alla fine dell’adolescenza, a volte fino a un periodo compreso fra i sedici e i diciotto anni di età.
Le abitudini di controllo emozionale, che si esprimono moltissime volte durante l’infanzia e gli anni dell’adolescenza, contribuiscono anch’esse a forgiare questi circuiti. Ciò fa dell’infanzia un’opportunità fondamentale per modellare inclinazioni emotive destinate a durare tutta la vita; le abitudini acquisite da bambini vengono installate nella cablatura sinaptica fondamentale dell’architettura neurale, e in seguito sono più difficili da modificare. Data l’importanza dei lobi prefrontali nel controllo delle emozioni, l’esistenza di un periodo critico molto lungo per la “scultura” sinaptica di questa regione può benissimo significare che, nel disegno generale del cervello, le esperienze di un bambino possono, nel corso degli anni, forgiare connessioni durature nei circuiti regolatori del cervello emozionale. Come abbiamo visto, le esperienze critiche comprendono il livello di dedizione e di sensibilità che i genitori mostrano nei confronti delle esigenze dei figli, le opportunità e la guida offerte al bambino per imparare a gestire i propri turbamenti e a controllare gli impulsi, e l’esercizio dell’empatia. Per lo stesso motivo, la trascuratezza o i maltrattamenti, la de-sintonizzazione di un genitore troppo egoista o indifferente, o ancora, una brutale disciplina, possono lasciare il segno sui circuiti emozionali.
Una delle abilità più essenziali nella sfera emotiva, appresa nella primissima infanzia e poi perfezionata negli anni successivi, è il sapere come calmarsi quando si è sconvolti. Nel caso dei bambini piccolissimi, la funzione consolatoria viene svolta da coloro che se ne prendono cura: quando la madre sente piangere il piccolo, ad esempio, lo prende in braccio, lo stringe e lo culla finché non si è calmato. Questa sintonizzazione biologica, secondo alcuni teorici, aiuta il bambino ad apprendere come ottenere lo stesso risultato da sé. Durante un periodo critico, collocabile fra i dieci e i diciotto mesi, l’area orbitofrontale della corteccia prefrontale forma rapidamente le connessioni con il sistema limbico, diventando così un interruttore
fondamentale per innescare o disinnescare la sofferenza. Il bambino che va incontro a infiniti episodi di consolazione da parte di altri viene aiutato ad apprendere come calmarsi e, secondo quest’ipotesi, rafforzerà le connessioni di questo circuito delegato al controllo della sofferenza; pertanto, nei momenti difficili della vita, egli sarà più abile nell’arte dell’auto-conforto.
Sicuramente, quest’arte viene acquisita dopo molti anni, e avvalendosi di molti nuovi mezzi, in quanto la graduale maturazione del cervello offre al bambino strumenti emozionali sempre più sofisticati. Come ricorderete, i lobi frontali, tanto importanti nella regolazione degli impulsi del sistema limbico, maturano nell’adolescenza. Un altro circuito fondamentale che continua a forgiarsi per tutta l’infanzia comprende il nervo vago, che non si limita a regolare la funzione del cuore e di altri organi, ma trasmette i segnali provenienti dalle ghiandole surrenali all’amigdala, preparandola a secernere le catecolamine che scatenano la risposta di combattimento o fuga. Un gruppo della University of Washington che studiava l’impatto delle cure parentali sui bambini, scoprì che il fatto stesso di avere genitori capaci dal punto di vista emozionale favoriva un miglioramento della funzione vagale.
Come spiega John Gottman, lo psicologo che ha diretto la ricerca: “I genitori modificano il tono vagale dei propri figli,” – una misura della sensibilità del nervo vago agli stimoli – “guidandoli nella loro vita emotiva: parlando ai bambini dei propri sentimenti e spiegando loro come comprenderli, evitando di essere critici e di emettere giudizi, risolvendo i problemi posti da difficili situazioni emotive, guidandoli sul da farsi, mostrando quali siano le alternative allo scontro fisico, o al chiudersi in se stessi quando si è tristi”. Quando i genitori svolgono bene questo compito, i bambini si comportano meglio, in quanto riescono a sopprimere più efficacemente l’attività vagale che induce l’amigdala a preparare l’organismo al combattimento
o alla fuga con una scarica ormonale. […]”
(Daniel Goleman – Intelligenza emotiva)

Mercoledì 19 novembre – Meditazione della Montagna – Ingresso gratuito

Mercoledì 19 novembre – Meditazione della Montagna – Ingresso gratuito
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 – Firenze Ore 20,30

Pratica di consapevolezza, radicamento e sostegno: tramite una semplice visualizzazione entreremo in contatto con il “qui ed ora”, radicandoci, e così sperimentare e richiamare la nostra stabilità
Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

orario: dalle 20,30 alle 21,45 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Info e prenotazione: roberto.diferdinando@tin.it – 3339728888

“L’inferno…”

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio“.
(Italo Calvino)

14 novembre – Meditazione Kundalini – Ingresso libero

Meditazione Kundalini

14 novembre novembre 2014
Orario: dalle 18.30 alle 19.45 circa
Centro Studi di Psicoterapia e di Crescita Umana –

La meditazione è finalizzata a risvegliare una peculiare forma di energia, denominata Kundalini. Con Kundalini si è soliti intendere una forma di energia residuale, proveniente dalla creazione, localizzata in ciascuno di noi. È un forza di tipo generativo, che dimora nella zona dell’osso sacro, posto alla base della colonna vertebrale, nella zona del perineo, che localizza Muladhara, il più basso dei centri energetici (chakra).

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe.

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazione: 3339728888  roberto.diferdinando@tin.it

“Il senso d’identità”

Al centro della personalità c’e’ quella che la psicologia chiama “il senso d’identità”: quello che/chi credi di essere. E, precisamente, c’e’ un’immagine di te stesso creata nel tempo con cui continui a identificarti.
Quando ti alzi al mattino, come fai a riconoscerti? Come sai che sei tu che cominci a pensare, che senti il corpo che si sveglia, che apri gli occhi, che ti stiracchi, fai programmi e butti i piedi giù dal letto? Lo so la domanda sembra assurda, ma lo è davvero? Cos’e’ che definisce la tua identità? Cos’e’ che chiami IO? E come ti ritrovi? La scienza, soprattutto la fisica quantica e la biochimica, stanno cercando le loro risposte ma dal punto di vista della spiritualità e’ chiaro che il fenomeno dell’identità e’ basato su una colla chiamata attaccamento. Attaccamento è un movimento nella consapevolezza che s’identifica con immagini del passato. Immagini che vivono non solo come forme pensiero ma soprattutto come contenuti emozionali, cristallizzazioni energetiche e tensioni nel corpo.

(Avikal Costantino)