“L’autoconsapevolezza delle proprie emozioni”

Le emozioni che covano sotto la cenere al di sotto della soglia della consapevolezza possono avere un impatto potente sul nostro modo di percepire e reagire, anche se non ce ne rendiamo conto. Prendiamo, ad esempio, qualcuno che sia stato infastidito all’incontro con un tipo villano al principio della giornata e che resti irritabile per ore, offendendosi a sproposito e rimbeccando aspramente gli altri senza motivo. Può darsi benissimo che costui non si renda conto della propria irritabilità e che si sorprenda quando qualcuno gliela fa notare, sebbene sia proprio quell’irritabilità, appena al di là della consapevolezza, ad imporgli le sue brusche risposte. Ma una volta che l’azione viene portata nella consapevolezza – una volta che essa sia stata registrata dalla corteccia – quest’uomo potrà rivalutare la situazione e decidere di scrollarsi di dosso i sentimenti lasciatigli dall’incontro sgradevole del mattino, cambiando prospettiva e stato d’animo. In questo modo, l’autoconsapevolezza delle proprie emozioni è l’elemento costruttivo essenziale di un altro importantissimo aspetto dell’intelligenza emotiva, ossia la capacità di liberarsi di uno stato d’animo negativo.
(Daniel Goleman – Intelligenza emotiva)

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