Archivio mensile:settembre 2014

5 ottobre – MASSAGGIO con CAMPANE TIBETANE e VOCE

MASSAGGIO con CAMPANE TIBETANE e VOCE      

                                                           

domenica 5 ottobre 2014 dalle 10 alle 17.30
una giornata per imparare a fare il massaggio con le campane tibetane e ad utilizzare il suono della propria voce . per riequilibrarsi, riarmonizzarsi e sciogliere blocchi energetici attraverso il suono.

Le campane tibetane di forma rotonda sono cariche di significati simbolici:la parte cava, ad esempio, è la saggezza che conosce la vacuità e il batacchio il suono stesso della vacuità. Costruite con una lega di sette metalli, la cui proprietà è di produrre suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti, corrispondono, infatti, ai sette “pianeti”: oro-Sole, argento-Luna, ferro-Marte, mercurio-Mercurio, stagno-Giove, rame-Venere, piombo-Saturno. Il loro scopo è ancora più importante, dal momento che le loro vibrazioni mettono in sintonia l’organismo con l’esterno e stimolano la sua auto-armonizzazione interna,  usate, anche per alcuni massaggi curativi. Le campane suonano, vibrando in modo diverso quando vengono appoggiate su parti del corpo tese o rilassate e producono effetti curativi diversi sulle differenti zone del corpo. Attraverso le vibrazioni delle campane, stimoliamo quel processo di autoguarigione e di armonizzazione, che rimette in sintonia l’organismo squilibrato e aiuta a ottenere una condizione di prolungato benessere.
 Ricerche scientifiche ( PNEI) dimostrano che il suono può produrre cambiamenti nel sistema immunitario, autonomo, endocrino e neuro peptide del corpo; e altre ricerche ( Candace Pert, candidata al nobel) hanno provato che i neuropeptidi sono i veicolatori dei processi emotivi nel corpo, se non addirittura la parte fisica delle emozioni. Quindi la musica, le onde sonore hanno la capacità di influenzare la nostra sfera psichica, emotiva e mentale. Non a caso possiamo trovare musica in ogni tradizione fin dall’antichità, e spesso legata a riti, spirituali e sociali.

Il suono di particolari strumenti come le campane tibetane, quelle di cristallo e il gong produce un’onda armonica che crea una frequenza di risonanza armonica, che va ad influenzare il sistema umano ( bio-psichico).

La voce è un potente strumento a disposizione di ciascuno, che attraverso delle semplici tecniche può essere utilizzato in ogni momento per attivare le risorse interne che volgono alla salute, senza il bisogno di essere dei cantanti.

Per favorire un miglior apprendimento della tecnica il gruppo è a numero chiuso.
Venire con abbigliamento comodo.Costo totale del seminario 60 euro.
Informazioni ed iscrizioni
Massimiliana Molinari  3396788142, massimilianamolinari@gmail.com psicoterapiaecrescitaumana.blogspot.it

Proteste, critiche personali e ostruzionismo in una relazione di coppia

[…] Le differenze fra una protesta e una critica personale sono semplici. In una protesta, la moglie indica specificamente che cosa l’ha infastidita e critica l’azione del marito, spiegando come essa l’abbia fatta sentire, senza scagliarsi direttamente contro di lui: “Il fatto che hai dimenticato di prendere i miei vestiti in tintoria mi ha dato la sensazione di essere trascurata”.
Questa è un’espressione di elementare intelligenza emotiva: sicura, senza aggredire né mostrare passività. Ma in una critica personale, la donna avrebbe usato la rimostranza specifica per lanciare al marito un attacco globale: “Sei così egoista e privo di attenzioni.
Questo non fa che dimostrare che faccio bene a pensare che tu non ne possa mai combinare una giusta”. Questo tipo di critica provoca in chi la riceve sentimenti di vergogna e di colpa, oltre alla sensazione di non essere amato – tutte percezioni che scateneranno con maggiori probabilità una reazione difensiva, e non un reale tentativo di migliorare le cose.
Questo è più che mai vero quando alle critiche va ad aggiungersi il disprezzo, un’emozione particolarmente distruttiva. Il disprezzo compare facilmente associato alla collera; di solito esso viene espresso non solo attraverso le parole usate, ma anche dal tono di voce e da un’espressione di collera. La sua forma più ovvia, naturalmente, è lo scherno o l’insulto – “scemo”, “puttana”, “smidollato”. Ma il linguaggio corporeo che trasmette il disprezzo non ferisce certo di meno: si pensi soprattutto al sogghigno, o al labbro sollevato, che sono i segni facciali universali per esprimere il disgusto, oppure al gesto di alzare gli occhi al cielo, come per dire “Oh, Dio!”.
L’espressione facciale caratteristica del disprezzo è una contrazione del muscolo che tende gli angoli della bocca verso i lati (di solito verso sinistra), mentre gli occhi ruotano verso l’alto.
Quando uno dei due partner assume rapidamente questa espressione, l’altro, in un tacito scambio emozionale, va incontro a un aumento della frequenza cardiaca di due-tre battiti per minuto. Questa conversazione non verbale ha il suo prezzo; Gottman scoprì che se in una coppia il marito mostra regolarmente disprezzo, la moglie andrà più soggetta a tutta una serie di problemi di salute che vanno dai frequenti raffreddori e agli attacchi di influenza, alle infezioni vescicali, alla candidiasi, e ai sintomi di interesse gastroenterico. E se nel corso di una
conversazione di quindici minuti il volto di una moglie assume quattro o cinque volte un’espressione di disgusto – un parente prossimo del disprezzo – questo è un tacito segnale del fatto che probabilmente quella coppia si separerà nel giro di quattro anni.
Naturalmente, l’esibizione occasionale di disprezzo o disgusto non compromette un matrimonio. Piuttosto, queste scariche emozionali hanno un ruolo simile, come fattori di rischio, a quello del fumo e del colesterolo alto per le cardiopatie – quanto più sono intense e prolungate, tanto maggiore è il pericolo. Sulla via che porta al divorzio, la presenza di uno di questi fattori lascia prevedere la comparsa del secondo, in un’escalation di infelicità. Un abituale atteggiamento critico, e il disprezzo o il disgusto, sono segni di pericolo perché indicano che il coniuge ha silenziosamente formulato un giudizio molto negativo sul proprio partner, che nei suoi pensieri è fatto oggetto di costante condanna. Questi pensieri negativi e ostili portano naturalmente ad attacchi che mettono chi li subisce sulla difensiva – o lo preparano a passare al contrattacco.
Nella reazione di combattimento o fuga, ciascuna delle due opzioni rappresenta un modo in cui un coniuge può rispondere all’attacco dell’altro. La soluzione più ovvia è quella di rispondere contrattaccando, con un’esplosione di collera. Questa via solitamente porta a uno scontro verbale violento e privo di frutti. Ma la risposta alternativa, la fuga, può essere ancora più pericolosa, soprattutto quando consiste nel ritirarsi in un silenzio ostile.
L’ostruzionismo è l’ultima difesa. L’ostruzionista è inespressivo, e si ritira dalla conversazione rispondendo on impassibilità e silenzio. In tal modo, invia un messaggio potente e snervante, qualcosa di simile a una combinazione di distacco glaciale, superiorità e disgusto. L’ostruzionismo compare soprattutto nei matrimoni che vanno verso la crisi. […]
(Daniel Goleman – Intelligenza emotiva)

Incontri con Shunryu Suzuki Roshi

“In un tempio giapponese per l’addestramento dei monaci, alcuni misero in dubbio la validità dell’ordinazione di un discepolo di Suzuki-roshi. Dicevano che non era valida perché, prima del suo arrivo in Giappone, non era stata celebrata la cerimonia tradizionale, non era andato in giro per la questua, non si era rasato la testa e non aveva ricevuto l’abito.

<<Allora, sono o non sono un monaco?>>, chiese a Suzuki.
<<Le cose sono come le pensiamo>>, rispose Suzuki. <<Se pensi di essere un monaco, sei un monaco. Se non lo pensi, non lo sei>>.”

L’Empatia

L’empatia è la capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa sentire dentro.
La parola deriva dal greco “εμπαθεία” (empatéia, a sua volta composta da en-, “dentro”, e pathos, “sofferenza o sentimento”), che veniva usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’autore-cantore al suo pubblico.

“Una buona padronanza di sé …”

[…] Una buona padronanza di sé – ossia la capacità di resistere alle tempeste emotive causate dalla sorte avversa, senza essere “schiavi delle passioni” – è una virtù elogiata fin dai tempi di Platone. L’antica parola greca che indicava questa qualità era “sophrosyne”, ossia, secondo la traduzione del grecista Page DuBois, “cura e intelligenza nel condurre la propria vita; misura, equilibrio e saggezza”. I Romani e i primi cristiani la chiamarono “temperantia” – temperanza – in altre parole, la identificavano con la capacità di frenare gli eccessi emozionali. In effetti, l’obiettivo della temperanza è l’equilibrio, non la soppressione delle emozioni: ogni sentimento ha il suo valore e il suo significato. Una vita senza passioni sarebbe come una landa desolata abitata solo dall’indifferenza – tagliata fuori, isolata e separata dalla ricchezza della vita stessa.
Tuttavia, come ha osservato Aristotele, è importante che le emozioni siano “appropriate”, in altre parole che il sentimento sia proporzionato alla circostanza. Quando le emozioni sono troppo tenui, compaiono l’indifferenza e il distacco; ma quando sfuggono al controllo, diventando troppo estreme e persistenti, allora sono patologiche, come accade, ad esempio, quando siamo paralizzati dalla depressione, travolti dall’angoscia, oppure anche sopraffatti dalla collera furiosa o dall’agitazione maniacale.[…]
(Daniel Goleman – Intelligenza emotiva)

Mercoledì 1° ottobre – Meditazione Mindfulness di Consapevolezza – Ingresso libero

Mercoledì 1° ottobre – Meditazione Mindfulness di Consapevolezza – Ingresso libero
presso il Centro di Psicoterapia e Crescita Umana, via Marsala 11 – Firenze
Ore 20,30

Meditazione introdotta e condotta da Roberto Di Ferdinando

Attraverso una meditazione guidata prenderemo contatto, e piena consapevolezza, con le singoli parti del nostro corpo e con la sua interezza, per una profonda esperienza unitaria di sé.

orario: dalle 20,30 alle 21,45 circa

Si consiglia un abbigliamento comodo e nella sala di meditazione si accede senza scarpe

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria.

Per info e prenotazioni: roberto.diferdinando@tin.it – cell.:3339728888

Restare in silenzio (Pablo Neruda):

“Ora conteremo fino a dodici
e tutti ci fermeremo.
Per una volta sulla faccia della terra, 
non parliamo alcuna lingua;
fermiamoci per un secondo
e smettiamo di gesticolare tanto.
Sarebbe un momento esotico, 
senza fretta, senza motori; 
ci troveremmo tutti insieme 
in un`improvvisa stranezza.
I pescatori nel freddo mare
non farebbero del male alle balene
e l`uomo che raccoglie sale
si guarderebbe le mani ferite.
Quelli che preparano guerre verdi, 
guerre coi gas, guerre col fuoco,
vittorie senza sopravvissuti,
indosserebbero abiti puliti
e camminerebbero con i loro fratelli
all`ombra, senza far nulla.
Quello che voglio non va confuso
con l`inerzia totale.
E` della vita che si tratta;
non faccio patti con la morte.
Se non fossimo ossessionati
dal tenere la vita in movimento,
e una volta tanto potessimo non far nulla,
forse un immenso silenzio
interromperebbe questa tristezza
di non capirci mai
e di minacciarci di morte a vicenda. 
Forse la terra ce lo può insegnare,
come quando tutto sembra morto
e poi si dimostra vivo.
Ora conterò fino a dodici
e voi starete in silenzio e io me ne andrò.”

Qui ed Ora . Laboratorio di Pratica della Presenza-

Mentre proseguono i preparativi per il Laboratorio di Pratica della Presenza aggiungo un post di un messaggio trovato oggi, che descrive in modo sintetico il percorso che ci proponiamo di fare…

“NDW: Qui, Ora

In questo giorno della tua vita, caro amico, credo che Dio voglia che tu sappia…

…che i sentimenti negativi non sono per niente veri sentimenti; piuttosto, sono i tuoi pensieri su qualcosa, basati sempre sulla precedente esperienza di te stesso e degli altri.

Non troverai la Verità nei tuoi dati passati, troverai solo dati passati che si basano su altri dati passati, basati su altri dati passati, e così via. Dimentica la tua “esperienza passata” e guarda direttamente l’esperienza che stai avendo Proprio Qui, Proprio Ora.
Lì c’è la tua Verità.
Con Amore,
Neale”