“La regolare pratica quotidiana…”

La regolare pratica quotidiana è anzitutto un valore a sé stante, sia perché è un intervallo di pace nelle nostre giornate, sia perché è un tirocinio eccellente a non alimentare la mente proliferante. E, grazie a una mente meno proliferante, disponiamo di maggior leggerezza e flessibilità mentale, il che ci dispone a comprendere meglio noi stessi, gli altri, il Dharma. Inoltre […] la pratica formale quotidiana diventa, col tempo, un requisito importante per favorire la nostra pratica in azione. La meditazione ci allena a ritornare in continuazione al presente ed è questa stessa capacità che va riportata nella pratica in azione.

(Corrado Pensa)

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